| Gocce
di Scarlet
Sono morbide le labbra sul mio sesso,
mentre sfioro con le dita le tue guance incavate nello
sforzo di succhiarmi.
Starei lì a guardarti per ore mentre lo prendi in
bocca, le pupille sull'orlo dell'orgasmo.
Una donna normale, non particolarmente bella, che
se la incroci sul marciapiede non ti volteresti a
guardarla. Una a cui non terresti aperta la porta
dell'ascensore. Né l'aiuteresti a portar su i sacchetti
della spesa.
Insignificante. Ecco è la parola giusta.
Sì, brava succhia così e toccami in quel modo, sì…
Diventi sempre più abile, stai imparando a conoscere
il mio corpo.
Ti accarezzo i capelli, li stringo tra le dita per
farti capire che sei sulla strada giusta.
No, non alzare gli occhi, voglio che lo fissi, desidero
solo usarti, capisci?
Nessuno scambio di sguardi. Non ho voglia di darti
piacere, né di pensare a te come persona. Sei soltanto
una specie di bamboletta gonfiabile.
Ti ho scelta per questo: insignificante. Si dice che
le donne brutte siano delle bombe a letto. Tu di certo
non avresti avuto un uomo da soddisfare a quest'ora,
se non fosse stato per me. Quindi succhia, e tieni
gli occhi bassi.
Piano, pero', voglio che duri a lungo, non te la caverai
alla svelta.
Lo so che non ti piace così: inginocchiata davanti
a me, di fronte a questo specchio, sei costretta a
confrontarti con la tua immagine. Nessuna comoda penombra
stavolta, la luce del neon è impietosa e sottolinea
le imperfezioni del tuo corpo. Cosa ti è saltato in
testa oggi, lo vorrei sapere!
Vestita in quel modo, con quel rossetto scarlatto
da troia… Forse hai dimenticato chi sei e a chi appartieni.
Ma ti rinfresco io la memoria.
Cerchi di coprirti, di nasconderti, il tuo corpo sembra
ripiegarsi su se stesso come per proteggersi. Mi chiedi
di abbassare le luci, la tua voce è supplichevole,
sembri pentita. Ma non mi basta.
No. Voglio che comprendi. Voglio che ti rendi conto
una volta per tutte che sei solo una nullità. Niente
di speciale. Ma fortunata, perché hai un cazzo da
succhiare.
Dio, cosa mi fai! La lingua mi titilla impertinente,
soffermandosi come incerta, poi d'un tratto la bocca
mi accoglie tutto, calda e golosa.
Sì, ora ci sei, non ti ribelli più. Adoro saperti
così, sottomessa, mentre ti dedichi esclusivamente
al mio piacere. Mi sento onnipotente mentre il sesso
si ingrossa ancor di più e fai fatica a farlo entrare
tutto.
Spingo, forzandoti, vorrei arrivare fino in fondo,
fino al cervello e scoparmi pure quello.
E non ti accorgi che la tua bocca spalancata per accogliermi
deforma i tuoi lineamenti in un modo… diventi bellissima!
No, non guardarti! Non adesso, non voglio!
Concentrati soltanto su di lui, su di me.
Succhia…succhia e basta!
Ho investito tempo su di te, per farti notare tutte
le tue manchevolezze, spegnere lo stupido entusiasmo
per i tuoi primi successi, deridendoti per farti comprendere
che puoi essere qualcuno solo quando sei tra le mie
braccia. Siimi grata, sì, perché ti voglio nonostante
ciò che sei.
Una nullità. Insignificante.
Una donna che non guarderebbe nessuno. Ma tu hai me,
sei fortunata.
Succhia allora, e smettila di guardarti!
Non sei niente, sei zero, non vali nulla…aahhhhh…
sì, vengo! Spostati, voglio venirti in faccia, schizzarti
addosso senza riguardo…aahhhhh… Diooooo!
Esplodo, la mente annebbiata dall'orgasmo, mentre
il centro del mio mondo si riduce a quel pezzo di
carne bollente.
Mi appoggio allo specchio, dopo, come per sorreggermi.
Parte dello sperma è finito sulla sua superficie e
ora sta cominciando a colare giù. Sento le gambe tremare,
mentre il cuore batte ancora forte.
Cerco i tuoi occhi ma sono fissi su quelle gocce.
Osservi finalmente il tuo volto imbrattato, le labbra
lucide. E' strano, ma non riesci a staccarti. E' la
prima volta che ti vedi per quello che sei.
Dopo il bastone, la carota. Se vuoi spengo la luce,
adesso, piccola.
Mi sento magnanimo dopo l'orgasmo, dove ho messo le
sigarette?
Mi guardi, stranamente sorridi, poi ti riguardi.
Hai una espressione indecifrabile mentre sfiori con
le dita quel volto riflesso. La lingua saetta fuori,
rossa e improvvisa. Lecchi una goccia di sperma che
sta colando sullo specchio, in corrispondenza di quell'altra
bocca, tumida. Le tue mani aperte toccano le mani
riflesse e i capezzoli diventano duri al contatto
con quelli che hai di fronte, freddi.
Mi lascio cadere sul bordo del letto, adesso sono
io che non riesco a staccare gli occhi da te.
Sembri ipnotizzata da te stessa, la lingua si muove
raccogliendo le goccioline rimaste. Ma non stai pensando
a me, non stai pensando che quello è il mio sperma.
Stai baciando quella sconosciuta che, lasciva, scambia
con te sguardi che urlano la sua sensualità, il suo
essere prima di tutto Donna.
E, Dio, se sei bellissima…
Ora lo sai anche tu.
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