|
AUTOEROTISMO FEMMINILE
Si
pensava che il piacere clitorideo della bambina fosse
una fase di transizione verso quello vaginale della
donna adulta e che quindi nella crescita dovesse essere
abbandonata l'attenzione al clitoride.
Le recenti ricerche testimoniano che l'autoerotismo
femminile è strettamente legato alla stimolazione
diretta o indiretta del clitoride e solo una piccola
percentuale di ragazze e di donne utilizza la penetrazione
con le dita o con oggetti per ottenere l'eccitazione
o l'orgasmo.
Quando
la masturbazione si avvale della penetrazione viene
esercitata una pressione sull'anello muscolare dell'orifizio
vaginale e sulla parete anteriore della vagina stessa.
In questa zona è collocato il famoso punto G, dal
nome del ginecologo Ernst Grafenberg che negli anni
'50 si era occupato dell'orgasmo femminile. Alcune
donne affermano che se stimolate manualmente o col
vibratore sul punto G riescono ad avere un orgasmo
e a volte anche un'eiaculazione.
La masturbazione viene
associata per lo più ad un surrogato tollerabile in
assenza di un'attività più nobile: il coito.
Si
tratta di esplorare e di conoscere le proprie potenzialità
e caratteristiche per scambiare col partner in maniera
attiva il piacere corporeo più coinvolgente che si
conosca.
Ma
le funzioni non si esauriscono qui: anche l'autostima
e il senso di sé possono essere accresciuti dall'autoerotismo.In
periodi critici della vita, il sentirsi fuori dal
circuito seduttivo ed erotico, può scatenare ansie
e incertezze e l'erotismo può essere un ansiolitico
potente.
L’
autoerotismo fa fatica a scrollarsi di dosso quell’
alone di reticenza, vergogna e sensi di colpa che
lo hanno sempre accompagnato. Eppure, la masturbazione
non va relegata in una posizione di “serie B” rispetto
agli altri rapporti sessuali. Anche perché imparare
a conoscere il proprio corpo e le sue reazioni, può
dare molti spunti per vivere al meglio anche il sesso
di coppia. E poi masturbarsi può essere gratificante,
meglio ancora se si conoscono tutte le tecniche e
i segreti. Perché anche nell’ autoerotismo non c’e’
un solo modo per provare piacere.
Noi ve ne proponiamo alcuni: leggete come metterli
in pratica, provateli e scegliete quello che preferite.
1.
Di sicuro raggiungere l’ orgasmo accarezzandosi
il clitoride è la tattica più diffusa tra le donne.
La posizione migliore ? Sdraiate supine, con
le gambe allargate.
Si
possono utilizzare le dita centrali della mano, tenendole
unite e premendole con un gesto circolare oppure con
un solo dito per stimolare direttamente il clitoride.
Se vuoi un piacere prolungato, prova a sfiorare leggermente
ma in modo continuo solo la zona intorno al clitoride.
Se invece vuoi arrivare in fretta all’ orgasmo, stuzzicalo
con l’ indice usando anche la tattica dei piccoli
colpi, picchiettando leggermente e variando ritmo.
Non dimenticare, all’ inizio, di bagnare le dita,
altrimenti puoi provare fastidio o dolore.
2.
A pancia in giù. E’ una posizione che può essere
molto eccitante, anche se di solito questo modo di
masturbarsi rivela un atteggiamento piuttosto inibito
verso il sesso.
Prova
a sdraiarti sul letto e spingi il pube contro il materasso,
movendo il bacino e strusciandoti con un movimento
ritmico. A questo punto divarica leggermente le gambe
e comincia a toccarti il clitoride con le dita, sempre
premendo contro il materasso.
Puoi
farlo anche tenendoti le mutandine e per accarezzarti
infilando le dita sotto l’ elastico: per molte donne,
il contatto con un indumento aumenta il piacere.
3.
Con un cuscino tra le gambe. Per molte donne l’
autoerotismo è cominciato così, strofinandosi contro
un cuscino. In un modo indiretto quindi, dato che
le mani non toccano direttamente i genitali.
Puoi
adottare questa tecnica stando seduta o sdraiata.
Prendi un cuscino e stringilo
tra le cosce. A questo punto varia il movimento,
cercando quello che preferisci: se sei seduta, puoi
dondolarti avanti e indietro con tutto il busto, se
vuoi stare sdraiata muovi le gambe strofinando i genitali
contro il cuscino.
4.
Stringendo forte le cosce. Anche questa tecnica
rientra di solito nei primi tentativi di autoerotismo
“involontario”. Secondo i sessuologi è probabile che
le donne che riescono ad arrivare all’ orgasmo in
questo modo abbiano una particolarità a livello fisico,
e cioè una notevole risposta delle terminazioni nervose
che collegano il clitoride con i nervi interni della
parte alta delle cosce.
Il
piacere viene raggiunto con la contrazione ed il rilassamento
dei muscoli vicini all’ inguine. Masturbarsi in questo
modo non comporta movimenti o gesti troppo visibili.
Siediti con le gambe accavallate, stringi forte le
cosce e muovi i muscoli aritmicamente in modo da coinvolgere
nella pressione anche i genitali. Le mani possono
intanto esplorare altre zone del corpo. Anche se non
tutte le donne riescono ad avere un orgasmo in questo
modo, il piacere che ne deriva è comunque forte.
5.
Un “idromassaggio erotico”. Una stimolazione piacevole,
anche se non necessariamente finalizzata all’ orgasmo,
è quella con il getto dell’ acqua.
Il
segreto è rilassarsi il più possibile. Fai scendere
un po’ d’ acqua calda nella vasca, poi immergiti e
allarga le gambe, tenendole piegate. Regola il getto
della doccia “a telefono”, e indirizzalo sui genitali,
movendolo a piacere. Varia la pressione dell’ acqua,
alternando un getto leggero con uno più potente.
L'unica terapia necessaria
per la masturbazione è quella di evitare di interferire
con essa, comunque e sempre fino alla pubertà. Negli
adulti capita talora che sviluppino un modello masturbatorio
talmente ben definito e familiare che l'orgasmo è
impossibile con ogni altro mezzo. In queste circostanze
è appropriata una rieducazione.
Prevenzione
L'ansia e il senso di
colpa circa la masturbazione sono evitabili. Se i
genitori sono capaci di accettare i loro bambini come
esseri dotati di sessualità, ed accettano come normale
ed appropriata l'esplorazione di se, in tal caso la
loro approvazione non spingerà alla repressione di
una funzione biologica. |