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DIETE |
Premesso che l'unico a prescrivervi una dieta è il vostro
dietologo, noi abbiamo deciso di delineare le linee
guida che dovrebbe avere una dieta. Attenti con le diete
fai da te: spesso si rivelano dannose per il vostro
corpo e gli scarsi effetti benefici duramente guadagnati
vengono eliminati in breve tempo.
Può essere utile seguire una dieta depurativa
dopo momenti di affaticamento dovuti a stress, condizioni
ambientali faticose o periodi di abbuffate come le festività.
Infatti questo regime alimentare propone un apporto
calorico equilibrato e, nel contempo, cibi che stimolano
la disintossicazione. Deve durare al massimo una settimana.
Dieta Dolce. Si potrebbe affermare che i
gusti intervengono anche nella scelta di un regime dimagrante,
ed è per questo che viene proposta una dieta dolce,
in cui i valori nutrizionali siano bilanciati, ma compaiano
comunque alimenti in grado di soddisfare desideri e
bisogni.
Dieta Salata. Questo tipo di dieta si rivolge
a tutti coloro che prediligono i gusti forti, decisi,
salati. Proprio per questo la dieta salata propone piatti
di moderato apporto calorico, ben bilanciati, ma dai
sapori intensi, che non facciano rimpiangere il regime
alimentare abituale. Un tipo simile di dieta deve essere
seguito per un breve periodo, non più di una settimana,
terminato il quale è opportuno adottare una dieta di
mantenimento.
Dieta Mediteranea. È di pochi anni fa la
"scoperta" della cosiddetta dieta mediterranea
da parte degli scienziati statunitensi che hanno contribuito
a diffonderla. Gli
stessi italiani stanno lentamente tornando a nutrirsi
come una volta, dopo un periodo in cui la ricchezza
aveva portato all'assunzione di modelli alimentari errati,
portando anche alla comparsa di nuove malattie, quali
l'ipercolesterolemia, l'obesità, l'ipertensione. Questa
dieta mediterranea prevede un elevato consumo di frutta
e verdura di stagione, opportunamente variate tra di
loro, preferibilmente crude o con cotture leggere; un
elevato consumo di carboidrati sotto forma di pasta
e riso; assunzione di proteine tramite legumi; moderato
consumo di latte e derivati, moderato consumo di pesce
e carni bianche, minimo consumo di quelle rosse, utilizzo
di olio di oliva come condimento principale.
Dieta Dissociata. La dieta dissociata si
basa sul principio della divisione degli alimenti per
una migliore digeribilità e, di conseguenza, per una
miglior assimilazione dei principi nutritivi contenuti
nei cibi.
Esistono, secondo questa dieta, tre raggruppamenti fondamentali
degli alimenti: i carboidrati, le proteine e i cibi
neutri.
Carboidrati e proteine non devono mai essere consumati
nello stesso pasto, proprio per evitare affaticamenti
all'apparato digestivo. Gli alimenti neutri, invece,
cioè principalmente le verdure, possono essere associati
sia al primo che al secondo gruppo, a discrezione del
gusto personale.
Dieta Combinata. La dieta delle combinazioni
alimentari si propone di riunire i cibi secondo precise
modalità per renderli più digeribili. Ciò significa
che nella preparazione di un pasto si deve porre l'attenzione
sulla compatibilità o
meno degli alimenti tra loro, in modo tale da rendere
completo l'apporto di sostanze nutritive.
Combinazioni possibili sono cereali e legumi, cereali
e latticini, carboidrati e verdure, proteine e verdure.
Come si può notare, questa dieta è molto simile a quella
mediterranea.
Dieta equilibrata. Il modo più semplice
e sicuro per garantirsi nella misura più adeguata l'apporto
di tutte le principali sostanze nutrienti, rimane quello
di ricorrere alla più ampia varietà possibile di scelta
e alla più opportuna combinazione di alimenti diversi;
questo è possibile rifacendosi alla piramide alimentare,
considerata dai nutrizionisti di tutto il mondo lo schema
più completo ed equilibrato.
Il cibo quindi non può essere considerato come il semplice
carburante per un corretto funzionamento dell'organismo,
ma anche come piacere, gratificazione o, addirittura,
in una visione antitetica, punizione.
I centri della fame. La fame è regolata
da due centri nervosi che si trovano nell'ipotalamo:
quello della fame e quello della sazietà. Esiste una
sorta di autoregolazione su base ormonale-nervosa che
controlla l'introito calorico in termini quantitativi;
se questo meccanismo non funziona, si verificano problemi
dovuti ad uno sbilanciamento delle entrate e delle uscite.
Il bilancio energetico è quindi la differenza
tra le entrate - rappresentate dall'ingestione dei cibi
energetici - e le uscite rappresentate dal dispendio
energetico che varia a seconda del sesso, dell'età,
e delle abitudini di vita del soggetto. Le
cattive abitudini condizionano il nostro benessere psicofisico
e sono alla base di tante patologie moderne. Per vivere
meglio invece bisognerebbe curare di più la propria
alimentazione che, come è stato scientificamente dimostrato,
è una delle condizioni essenziali per aumentare la qualità
della vita e per raggiungere un generale benessere.
Che cosa significa alimentarsi bene?
Innanzitutto significa mangiare in relazione al proprio
dispendio calorico: se si è delle persone attive e sempre
in movimento si spenderà più energia e quindi bisognerà
fornirne al nostro corpo e ai nostri muscoli un'adeguata
quantità di nutrimento; se invece si è un po' più pigri,
il dispendio giornaliero diminuirà e di conseguenza
anche il cibo che ingeriamo dovrà essere più misurato
e contenuto. Alimentarsi bene significa anche mangiare
in modo equilibrato, stando quindi attenti a consumare
tutti quei cibi indispensabili al buon funzionamento
dell'organismo come carboidrati, proteine, frutta e
verdura. Sano con gusto
Il mangiare sano non significa affatto abbandonare gusto
e sapore, ma adottare una dieta il più possibile varia,
invitante e sfiziosa, facendo sempre attenzione alla
distribuzione dei pasti nell'arco della giornata.
Il nostro organismo infatti non richiede la stessa quantità
di energia in tutte le ore: in alcuni momenti ne ha
bisogno di più, in altri ne ha bisogno di meno. È allora
molto importante stabilire quanti devono essere i pasti,
quante calorie ognuno di essi deve fornire e a che intervalli
vanno consumati.
Poco e spesso
La maggior parte delle persone fa tre pasti al giorno
e cioè colazione, pranzo e cena, ma in realtà l'ideale
sarebbe consumare il cibo in cinque pasti tre principali
e due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio.
Per quanto riguarda le calorie, la prima colazione deve
fornire circa il 25-30% delle calorie totali giornaliere,
il pranzo ne deve fornire il 40%, gli spuntini circa
il 5% e la cena il 25%. È importante inoltre lasciare
passare almeno un po' di ore tra un pasto e l'altro,
lo stomaco infatti ha bisogno di tempo per digerire
e necessita anche di un periodo di riposo che gli consenta
di preparasi al meglio all'assimilazione dei pasti successivi.
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